La nascita ufficiale del nostro Distretto risale al 17 ottobre 1992: prima di quella data, infatti, la Toscana faceva parte, insieme a Lazio, Umbria e Sardegna, del Distretto L. Nel corso di una cerimonia tenuta a Firenze, a Palazzo Gaddi, i Leo toscani si separarono dagli altri e, come vuole la prassi, il neonato Distretto, prese il nome “La” ad indicare la sua discendenza dal Distretto L (motivo per cui la “a” deve essere minuscola e non maiuscola come spesso si legge). La Charter fu firmata dal primo Presidente Distrettuale, Marco Busini, e dai Presidenti dei 13 Leo Club allora esistenti nella Regione: Arezzo, Casentino, Empoli, Firenze, Grosseto, Le Signe, Pisa, Pontedera, Prato, Saena Clante, Scandicci Casellina e Torri, Sesto Fiorentino e Valdelsa. Nel primo annuario in cui il nostro Distretto figurò come “indipendente” (1992-93) erano riportati solo 10 dei 13 Club per un totale di 209 soci, di cui ben 43 nel solo Club di Empoli! Mancavano all’appello i soci di Pisa, Grosseto e Saena Clante.

 

I PRIMI PASSI

L’inizio fu accompagnato da lacrime e nostalgia. In abbondanza sia le prime che la seconda. Fin dalla notizia della divisione dell’allora Distretto 108 L, fu chiaro ed ineluttabile che i leoncini avrebbero necessariamente e senza appello, seguito i destini dei padri e padrini Lions. In realtà, la notizia era nell’aria fin dal 1990, ma l’entusiasmo e l’adolescente rifiuto della inevitabile divisione, ci fecero dimenticare che prima o poi le strade dei colleghi laziali, umbri e sardi, si sarebbero, lionisticamente, separate. Il “poi” arrivò la Distrettuale di primavera del ‘92, momento in cui fu celebrato l’incontro finale del Distretto unito e contemporaneamente battezzato il percorso nuovo, con la Toscana pronta a correre indipendente, quasi a ripercorrere una storia granducale. “Gemmazione”: così fu definita la scelta di attivare un distretto toscano. Facile immaginare che nell’ultimo Distrettuale unito, il clima di festa fu fortemente venato da una malinconica consapevolezza che certi tempi e certi rituali erano finiti e che si dovevano intraprendere nuove strade. Lacrime, quindi, agli Inni, ai discorsi ufficiali, alla campana, ed anche ai saluti, ormai all’alba, di tutti i partecipanti che non vollero perdersi neanche un minuto di quel Distrettuale. La notte fece girare la pagina della storia Leo ed il risveglio ci mise davanti ad una realtà nuova, sconosciuta, e soprattutto da inventare e costruire. 13 Club, circa 250 soci, uno staff che ebbi il piacere e l’onore di presiedere e che fortunatamente aveva come caratteristica principale (e abbondantemente diffusa) l’incoscienza. Incoscienza nell’inventarsi un programma, una organizzazione distrettuale, una campagna per la costituzione di nuovi Club, una Segreteria, una Tesoreria… insomma: tutto. Grande aiuto arrivò dai Lions, guidati dall’allora Governatore Mauro Bellavista: credo che il rapporto con lui fu un una miscela di entusiasmo, feeling e condivisione di obiettivi che raramente si ripete. Se qualcuno crede nelle congiunzioni astrali, ciò che accadde tra i Leo e i Lions nel 1992-93 ne è un esempio. Ci fu una solenne celebrazione per la costituzione del Distretto, in una magnifica serata a Palazzo Gaddi, a Firenze, il 17 Ottobre 1992. Da quel momento la beata incoscienza mia e dello staff ci fecedimenticare i possibili ostacoli e ci iniettò nei muscoli e nella testa, l’energia e la forza necessari all’incarico ricevuto. Non mancò un pizzico di fortuna e, lo dico con orgoglio, anche una ragionata programmazione. Alcune cifre: 6 club nuovi per 90 soci, 11.000 km percorsi, 92 serate fuori, 2 Distrettuali, quintali di lettere e corrispondenza (la posta elettronica doveva ancora essere inventata). Insomma, alla fine di giugno 1993, il bilancio fu lusinghiero, nonostante il rimorso di non aver completato alcune cose. Il tempo volò e tutto sembrò avvicendarsi con una velocità incontrollata. Era così frenetico il ritmo degli eventi e degli appuntamenti, che non c’era tempo di far sedimentare i risultati; un attimo dopo aver finito un’attività eravamo già impegnati in quella successiva. La scansione dei tempi fu questa per nove mesi. Ma in tutti noi c’era la grande soddisfazione di veder realizzati, giorno dopo giorno, piccoli e grandi progetti. Ricevemmo un calore inaspettato da tutti, Leo, Lions, amici. Alla fine del nostro mandato avemmo netta la sensazione che, con l’aiuto di molti, avevamo costruito un piccolo gioiello, amato e rispettato da tutti. Passammo le consegne ai nostri successori, consapevoli di aver vissuto un anno straordinario sotto il profilo personale e associativo, e di aver contribuito alla costruzione di una storia, che resterà impressa negli occhi e nel cuore di molti.

Marco Busini - Presidente Distretto Leo 108 La  a.s. 1992/93